Si parte subito forte alla Volta a la Comunitat Valenciana 2026. La prima tappa, 160 chilometri da Segorbe a Torreblanca, ha messo le carte in tavola: Biniam Girmay torna a vincere dopo oltre un anno e lo fa al debutto con la maglia NSN Cycling Team, regolando un gruppo selezionato in uno sprint tirato, arrivato al termine di una giornata nervosa e tutt’altro che banale.
La corsa si è accesa tardi, ma quando lo ha fatto non c’è stato un attimo di tregua. La fuga iniziale, con Wenzel, Sevilla, Van der Tuuk e Adam, ha vissuto sempre sul filo, controllata da un gruppo compatto che non ha mai concesso più di tre minuti. Tutti aspettavano il Puerto de los Madroños, unica asperità di giornata, un GPM di terza categoria posto a 32 chilometri dall’arrivo. Ed è lì che Red Bull-Bora-Hansgrohe ha preso in mano la corsa.
Sul Madroños il ritmo è schizzato. Squadra in testa della corsa, plotone che si sgrana, e davanti restano in una trentina. Tra loro Remco Evenepoel, Aleksandr Vlasov e soprattutto Giulio Pellizzari. Proprio il giovane italiano è l’uomo chiave della tappa: scollina e riparte in contropiede, sfruttando l’attimo di esitazione alle sue spalle. A 18 chilometri dall’arrivo ha strada libera e una ventina di secondi che diventano quasi trenta.
Dietro è un rompicapo tattico. Inseguire subito significa regalare a Evenepoel un finale comodissimo in scia. Aspettare vuol dire rischiare di perdere la tappa. Alla fine il gruppo si ricompatta, supera i 70 uomini, e la caccia parte davvero. Bahrain Victorious, Ineos Grenadiers e NSN lavorano senza risparmio, mentre Red Bull prova a spezzare il ritmo e disturbare l’inseguimento.
Pellizzari resiste fin sotto lo striscione dell’ultimo chilometro. Spinge rapporti duri, perde lentamente secondi ma non molla. Viene ripreso solo negli ultimissimi metri utili, dopo un inseguimento lungo e feroce lungo la costa e dentro le strade di Torreblanca.
A quel punto si apre la volata. Ineos lancia per primo con Ben Turner. Girmay è incollato alla sua ruota, posizione perfetta, assetto stabile. Parte da lontano sul rettilineo finale, non uno scatto secco ma una progressione piena. Arne Marit prova a rimontare, si avvicina, ma una volta che l’eritreo prende velocità non ce n’è. Girmay vince, davanti a Marit e a Giovanni Lonardi.
È il suo primo successo dal Tour de France 2024, una liberazione evidente. Lo dice lui stesso: un 2025 complicato, tanti secondi posti, e ora la fiducia ritrovata. Merito anche della squadra, decisiva nel finale per chiudere su Pellizzari e pilotarlo allo sprint.
Per NSN è la seconda vittoria stagionale. Per Red Bull-Bora-Hansgrohe resta una dimostrazione di forza: hanno acceso la corsa, l’hanno controllata e solo per pochi metri non hanno portato a casa tutto. Ora arriva la cronometro di 17 chilometri da Carlet ad Alginet. Terreno ideale per Evenepoel. La maglia di leader sulle spalle di Girmay profuma di festa, ma potrebbe durare poco. Francesco.
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