La Etoile de Bessèges si apre come da tradizione: strada apparentemente facile, finale nervoso e quella salita secca verso il traguardo di Bellegarde che mette tutti davanti alla verità. Qui non vincono i più veloci, vincono quelli che sanno soffrire e rilanciare quando il rapporto diventa duro e la gamba brucia. A farlo meglio di tutti è stato Tom Crabbe, 20 anni, belga, che ha centrato la prima vittoria da professionista con una freddezza da corridore navigato.
La tappa nasce piatta, ma non è mai una passerella. Subito se ne vanno in quattro: Léandre Huck, Jaakko Hänninen, Nils Aebersold e Victor Vercouillie, quest’ultimo della Flanders-Baloise. Davanti macinano chilometri con cambi regolari, dietro il gruppo compatto controlla senza strappi. Dopo oltre 110 km il vantaggio resta consistente, più di tre minuti, segno che nessuno vuole anticipare troppo la resa dei conti finale.
È sulla Côte de la Méditerranée, 700 metri al 7,9%, che la corsa comincia a cambiare ritmo. Qui Vercouillie passa per primo e si assicura punti e maglia, ma soprattutto dimostra di avere ancora gamba. Il gruppo aumenta l’andatura, la testa della corsa inizia a perdere pezzi: prima Hänninen, poi Aebersold. Restano in due davanti, Huck e Vercouillie, che resistono fino agli ultimi due chilometri.
Allo strappo finale Vercouillie prova il colpo della vita. Scatta deciso, rapporto duro, tutto sui quadricipiti. Per qualche secondo sembra fatta: il gruppo rientra, ma lentamente. Dietro però Lukáš Kubiš, campione slovacco, annusa il momento e parte con uno scatto secco, tipico di chi sa leggere la strada. Solo uno riesce a seguirlo: Tom Crabbe, compagno di squadra dello stesso Vercouillie.
È qui che si decide la tappa. All’ultima curva Kubiš prende la linea interna, quella sbagliata su un finale in leggera salita dove serve velocità d’ingresso. Crabbe resta più largo, mantiene lo sviluppo metrico giusto e soprattutto conserva inerzia. Quando esce dalla curva ha ancora spazio per rilanciare: si alza sui pedali, scarica tutto e passa negli ultimi 50 metri. Vittoria netta, prima in carriera, ma costruita con intelligenza prima ancora che con le gambe.
Kubiš chiude secondo, terzo Clément Izquierdo della Cofidis. Per la Flanders-Baloise è una doppia soddisfazione: Vercouillie protagonista per oltre 100 km, Crabbe finalizzatore sul momento chiave. “Mi sentivo forte, ero nella ruota giusta e ho dato tutto fino alla linea”, ha detto Crabbe. Parole semplici, da corridore che pensa a stare davanti e a divertirsi, ma che intanto si prende maglia e vittoria.
Una prima tappa che dice già molto: finali così non perdonano assetti sbagliati, rapporti errati o una scelta di linea esitante. Crabbe non ha sbagliato nulla e ora si gode il simbolo del primato, consapevole che la Etoile de Bessèges è appena cominciata.
Francesco
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