La sabbia di Maldegem non perdona. Chi sbaglia paga subito, e chi esita resta piantato. Nell’Exact Cross andato in scena in Belgio, Marie Schreiber ha messo insieme testa, gambe e sangue freddo, portando a casa la vittoria dopo una battaglia serrata a quattro che si è risolta solo negli ultimi metri. Secondo successo consecutivo su questo percorso per la lussemburghese della SD Worx‑Protime, non certo per caso.
La corsa parte a ritmo alto. Schreiber scatta subito decisa, prende spazio nelle prime tornate e imposta un’andatura che seleziona il gruppo. Il fondo è veloce ma infido, sabbia che cambia consistenza giro dopo giro, e la differenza la fa la capacità di guidare la bici mantenendo trazione quando gli altri iniziano a galleggiare. A metà gara emerge il quartetto che si giocherà tutto: Schreiber, la campionessa europea Inge van der Heijden (Crelan‑Corendon), Amandine Fouquenet e Leonie Bentveld, entrambe Pauwels Sauzen‑Altez Industriebouw.
Dietro, il gruppo compatto perde progressivamente contatto, davanti è una partita a scacchi giocata a tutta. Fouquenet e Bentveld provano a sfruttare il gioco di squadra, aumentando la pressione nella seconda metà di gara. Accelerazioni secche, rilanci continui in uscita dalle curve sabbiose, nessun metro regalato. Van der Heijden controlla, sempre presente, mentre Schreiber fa una scelta chiara: lavorare davanti, imporre il ritmo, trasformare la corsa in un test di resistenza nervosa oltre che fisica.
La svolta arriva nel finale. A due giri dalla conclusione Schreiber alza ulteriormente il passo. Non è un attacco secco, è un logorio. Ogni tratto di sabbia affrontato con precisione chirurgica, traiettorie pulite, niente derapate inutili. Bentveld paga la tensione proprio quando il fiato conta doppio: un errore nel settore sabbioso, la caduta a pochi metri dall’arrivo la estromette dalla lotta per il podio e chiude quarta.
Davanti restano in tre, ma la volata è già accecata dalla polvere. Schreiber entra per prima nel tratto decisivo, quello di sabbia finale. È lì che si vince o si affonda. Tiene la linea, non sbaglia una pedalata, spinge a tutta fino al traguardo. Van der Heijden deve accontentarsi della seconda posizione, Fouquenet completa il podio in terza.
Le parole di Schreiber spiegano bene la corsa: pressione per difendere la vittoria dello scorso anno, consapevolezza di trovarsi su un tracciato favorevole, gestione dell’energia pensando soprattutto all’uscita pulita dai settori più molli. Il “full gas” finale non è improvvisazione, è lettura della gara.
L’Exact Cross, circuito senza classifica generale, proseguirà fino al 14 febbraio con l’ultima prova a Sint‑Niklaas, ma Maldegem ha già dato un messaggio chiaro: sulla sabbia non basta avere motore. Serve lucidità, assetto giusto e la capacità di rilanciare quando le gambe urlano di fermarsi. Schreiber, qui, ha fatto scuola.
Francesco.
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