Jack Haig riparte dagli Ineos Grenadiers con le idee chiare e lo sguardo di chi ha già visto certi traguardi da vicino. Podio di una grande corsa a tappe, vittorie costruite giorno dopo giorno, ore passate a tirare il gruppo nei momenti in cui la strada decide. A 32 anni l’australiano non cerca un ritorno personale sotto i riflettori, ma un ruolo centrale dentro una macchina che vuole tornare a vincere il Tour de France.
Ineos sta ricostruendo. L’addio alle corse di uomini simbolo come Geraint Thomas e Luke Rowe ha lasciato un vuoto che non si colma solo con giovani di talento. Oscar Onley e Kévin Vauquelin rappresentano il futuro, ma per portarli in fondo a tre settimane servono teste fredde e gambe abituate alla pressione. È qui che entra Haig: esperienza, lettura di gara, capacità di “tenere la barra dritta” quando il gruppo si spezza o il ritmo in salita fa selezione.
Lo ha detto chiaramente lui stesso, parlando alla vigilia della Cadel Evans Great Ocean Road Race, dopo il primo blocco di gare con la nuova maglia: nei momenti critici serve qualcuno che sappia guidare la squadra. Non solo watt e valori fisiologici, ma posizione in testa della corsa, scelta del rapporto giusto, gestione dello sforzo quando il vento gira o una salita va affrontata senza andare fuorigiri.
La carriera di Haig è stata lineare. Cresciuto nell’ambiente Orica-GreenEdge, oggi Jayco-AlUla, ha imparato presto la disciplina del lavoro di squadra. I cinque anni al Bahrain-Victorious gli hanno dato una dimensione più completa: nel 2021 il terzo posto alla Vuelta a España resta il suo miglior risultato individuale, ma pesa anche il bagaglio di corse fatte per altri, spesso in appoggio ai leader nelle tappe di montagna.
La spinta verso Ineos nasce proprio da lì. Dal desiderio di tornare dentro un progetto capace di chiudere una grande corsa a tappe sul gradino più alto del podio, come accadde nel 2018 quando fu parte della squadra vincente alla Vuelta con Simon Yates. Per Haig, Ineos è stata una scelta naturale, quasi obbligata: una struttura grande, ambiziosa, con mezzi e uomini per puntare in alto.
Il mercato non è stato semplice. Tra squadre che chiudevano, fusioni e trasferimenti pesanti, muoversi da uomo libero nel WorldTour 2025 non garantiva certezze. Haig ha iniziato a parlare presto con i team e, anche se l’accordo è arrivato tardi, ha firmato un biennale con quella che lui stesso ha definito la sua prima scelta. Un ambiente che gli restituisce motivazione e piacere di stare in gruppo.
L’obiettivo per la stagione è chiaro: ritrovare il livello migliore e tornare davanti, non per cercare gloria personale ma per contare davvero. Essere in testa al gruppo quando serve, prendere decisioni che pesano, aiutare Ineos a tornare una squadra che controlla la corsa e non la subisce. In un ciclismo sempre più giovane e feroce, l’esperienza di Jack Haig può fare la differenza.
Francesco
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