Kévin Vauquelin riparte da zero, o quasi. Dopo l’estate che lo ha consacrato tra i grandi con il settimo posto al Tour de France, il francese approda alla Ineos Grenadiers con un approccio chiaro: niente investiture immediate, niente gradi appuntati sul petto. Solo chilometri, corse vere e una squadra che gli chiede di crescere senza il peso delle aspettative.
Il 2026 di Vauquelin inizierà presto, con due appuntamenti chiave: Volta ao Algarve e Paris-Nice. Due corse diverse, ma entrambe perfette per “sentire la bici” nel nuovo contesto. L’Algarve sarà il primo banco di prova, anche perché propone una cronometro individuale che servirà a misurare il suo livello contro il tempo. Un test utile, interno prima ancora che mediatico, per capire dove può arrivare con il lavoro specifico di Ineos sulla posizione e sull’efficienza aerodinamica.
A 24 anni, Vauquelin arriva da quattro stagioni alla Arkéa-B&B Hotels. Lì è cresciuto, ha vinto corse a tappe minori sul territorio francese come l’Étoile de Bessèges e il Région Pays de la Loire Tour, e ha costruito un palmarès solido: una tappa al Tour de France 2024, un successo al Tour de Suisse, due podi alla Freccia Vallone. Ma soprattutto ha dimostrato di reggere tre settimane ad alto livello, senza saltare, senza implodere. Un segnale forte.
Alla Ineos, però, il copione cambia. Vauquelin stesso parla di stagione di “scoperta”. Nessun ruolo fisso, nessuna etichetta di leader. La squadra vuole proteggerlo, inserirlo in un gruppo coeso e lasciargli spazio per cogliere le occasioni quando si presenteranno. Questo significa meno pressione, ma anche più responsabilità nella lettura della corsa. Capire quando stare coperto nel gruppo compatto e quando andare a caccia di un risultato.
La scelta di Paris-Nice non è casuale. È una corsa che Vauquelin sente sua, anche per ragioni personali: si corre in Francia, vicino alla zona in cui vive. Ma è anche una gara tecnica, nervosa, dove contano la posizione, la gestione delle energie e il lavoro di squadra. In più, nel 2026 è in programma una cronometro a squadre, dettaglio che Ineos guarda con attenzione in vista del Tour de France, che partirà con una TTT a Barcellona. Qui Vauquelin potrà misurarsi non solo come individuo, ma come ingranaggio di un meccanismo più grande.
Reduce da una frattura alla caviglia dopo il Tour scorso, Vauquelin ha confermato di essere tornato al 100%. L’obiettivo dichiarato è chiaro: nei prossimi due anni vuole lasciare il segno in una corsa a tappe di una settimana. Il sogno resta legato alla Grande Boucle, che con ogni probabilità lo rivedrà al via. Anche perché, come ha detto con un sorriso, “i francesi lo vogliono”.
Niente proclami, dunque. Solo strada, sudore e una squadra che osserva. È spesso così che nascono le carriere solide: senza rumore, ma con continuità.
Francesco.
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