Kévin Vauquelin apre un nuovo capitolo della sua carriera con l’ingresso all’Ineos Grenadiers, e lo fa senza proclami roboanti ma con una parola chiave che pesa più di tante promesse: scoperta. A 24 anni, dopo l’esplosione definitiva al Tour de France 2025 con un sorprendente settimo posto finale, il francese cambia maglia e ambiente lasciandosi alle spalle quattro stagioni all’Arkéa-B&B Hotels. Nessuna investitura immediata, nessuna pressione da capitano designato. Solo chilometri, sensazioni e risposte da raccogliere strada facendo.
Il primo assaggio del nuovo mondo Ineos arriverà presto, con due appuntamenti chiari cerchiati in rosso: Volta ao Algarve e Paris-Nice. Due corse diverse ma complementari, ideali per capire dove può spingersi un corridore che finora ha mostrato solidità in salita, continuità nei grandi giri e un’attitudine da uomo da classifica nelle corse a tappe di una settimana. In Algarve ci sarà anche una prova a cronometro individuale, banco di prova tutt’altro che secondario. Ineos vuole capire il valore di Vauquelin contro il tempo, disciplina che spesso decide gerarchie e ambizioni reali.
Il messaggio della squadra britannica è netto: protezione e calma. Vauquelin stesso lo ha spiegato chiaramente, sottolineando come il team voglia lasciargli spazio mentale e tecnico per adattarsi. Cambiare struttura, metodi di lavoro, assetto quotidiano e dinamiche interne non è una formalità. Serve tempo per trovare la posizione giusta, anche fuori dalla bici. E Ineos, almeno in questa prima fase, non gli chiede di caricarsi il peso delle responsabilità.
Il francese arriva però con un bagaglio già importante. Nel suo palmarès figurano vittorie in corse a tappe francesi come l’Étoile de Bessèges e il Tour de la Région Pays de la Loire, oltre a una tappa al Tour de France 2024, un successo al Tour de Suisse e due podi alla Freccia Vallone. Risultati che raccontano un corridore completo, capace di reggere l’alta montagna e di muoversi bene anche su percorsi nervosi.
Dopo il Tour 2025, chiuso nei primi dieci a Parigi, l’obiettivo dichiarato è chiaro: lasciare il segno in una corsa a tappe di una settimana nei prossimi due anni. Paris-Nice occupa un posto speciale, non solo perché si corre in casa, ma anche per le sue caratteristiche tecniche. Nel 2026 la Gara del Sole proporrà una cronosquadre, dettaglio che interessa molto a Ineos in ottica Tour de France, dove è già prevista una prova simile a Barcellona. Sintonizzare uomini e meccanismi fin da marzo non è un dettaglio.
Vauquelin ha anche rassicurato sulle condizioni fisiche: la frattura alla caviglia rimediata dopo il Tour è alle spalle, il motore è di nuovo al cento per cento. Il Tour de France resta sullo sfondo, quasi inevitabile dopo quanto mostrato l’estate scorsa. “I francesi lo vogliono”, ha detto con un sorriso. Prima, però, c’è una primavera da interpretare. Senza pressioni, ma con gli occhi di tutti addosso.
Francesco
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